L'ombra di Milo (connessioni remote). Il nuovo film del collettivo Rick Rea
Samar Haissoun (Julie)
Aurora Peserico (Aurora)
Sandra Gorcinschi (la Prof)
Justin Agostini (Klaus)
Chiara Tonini (l'Ispettrice)
Camilla Ometto (Angelica)
Riccardo Carlassare (NASA)
Dopo gli eventi di AMY, il sogno di Milo, nella scuola, un misterioso sistema di valutazione basato su premi e punizioni viene introdotto dall’Ispettrice e dal suo enigmatico collaboratore Klaus. Ogni comportamento viene osservato, classificato e trasformato in punti. Ciò che inizialmente appare come un semplice progetto educativo rivela progressivamente la propria natura: un sofisticato meccanismo di controllo dei corpi, delle scelte e infine delle coscienze.
Quando Julie scopre per caso un vecchio progetto nascosto da Milo, capisce che il ragazzo stava lavorando a qualcosa di ancora più ambizioso e pericoloso di AMY: una tecnologia capace di mettere in comunicazione diretta le menti attraverso speciali interfacce neurali. Con l’aiuto di Aurora e di alcuni amici, decide di completare il progetto, convinta che possa diventare uno strumento di libertà e di comunicazione al riparo dal controllo sempre più invasivo esercitato dalla scuola.
Quando il prototipo di Milo cade nelle mani sbagliate, il sistema si evolve verso una forma di sorveglianza totale. Gli studenti diventano sempre più conformi, obbedienti e prevedibili. Ma proprio mentre il controllo sembra destinato a trionfare, l’integrazione il sistema dei punti produce conseguenze inattese, aprendo una crepa nel progetto stesso di dominio.
Tra fantascienza, thriller psicologico e riflessione filosofica, L’ombra di Milo (Connessioni remote) esplora il tema dell’assenza come eredità viva e quello del controllo nell’epoca delle tecnologie neurali. Muovendosi idealmente tra le intuizioni di Michel Foucault sul disciplinamento dei corpi e quelle di Byung-Chul Han sulle nuove forme di seduzione e auto-sorveglianza delle menti, il film si interroga sul confine sempre più sottile tra connessione e controllo, libertà e obbedienza.
Perché alcune idee, anche quando il loro autore non è più presente, continuano a propagarsi come un segnale invisibile. E forse è proprio nell’ombra che Milo continua ad agire.
Abbiamo cercato di rispondere alle aspettative, che erano arrivate da più parti, di dare un seguito al primo film. C’era però il problema che gli attori principali non erano più a scuola, Enea in particolare, era Milo, e nessuno avrebbe potuto sostituirlo.
È nata così l’idea di lavorare intorno all’assenza di Milo e alla sua eredità. Ci è piaciuta la sfida di costruire un film intorno a un personaggio che è fuori scena (o-sceno direbbe Carmelo Bene) ma che continua a lasciare un segno nei luoghi e nella vita degli altri.
«Tutte le volte che udrà il rumore del segnale,
il buon allievo
si immaginerà di udire la voce del maestro
o piuttosto la voce di Dio stesso che lo chiama per nome.
Dirà allora dal fondo dell’anima:
Signore, eccomi»
Si tratta di una frase dal libro "Sorvegliare e punire" di un filosofo Francese del '900, Michel Foucault. Il libro è la storia del controllo delle persone da parte dei sistema di potere (le nazioni, le istituzioni...) tramite il controllo dei loro corpi, che avviene spesso in col metodo dei premi e delle punizioni. Perciò è particolarmente attinente al film
Il filosofo coreano spinge il ragionamento di Foucault verso il sistema controllo, non solo dei corpi “docili”, ma delle menti, attraverso meccanismi di seduzione.
La scena finale dedicata a Tesla parlava della possibilità di trasmettere il pensiero. Milo prendeva appunti. Dopo il fallimento del tentativo di modificare l’uomo attraverso la chimica, si apre la possibilità di una nuova strada. AMY si chiudeva lasciando intravedere una tecnologia potenzialmente ancora più invasiva e MILO la cavalcava con lo stesso spirito curioso e interessato.